Condimenti

CONDIMENTI

Oggi parliamo di condimenti! L’abuso di condimenti non è mai consigliato, ma imparare a gestirli e a conoscerli può esserci d’aiuto per rendere ancora più funzionale ed ottimale la nostra alimentazione. Di seguito vediamo i più utilizzati nelle nostre cucine con le relative proprietà.

  • L’olio di semi di girasole è caratterizzato da elevate percentuali di acidi grassi insaturi (grassi buoni) e modesti contenuti di saturi (grassi cattivi). In particolare, è molto ricco di acido linoleico utile per tenere sotto controllo colesterolo e trigliceridi e ottimo contenuto di vitamina E che ha potere antiossidante. È sconsigliato il suo utilizzo nella cottura e nella frittura, a meno che non si tratti dell’olio di semi di girasole alto oleico che ha un punto di fumo più alto.
  • L’olio di lino contiene un’ottima quantità di omega 3 (acidi grassi essenziali con proprietà antiossidanti), mucillagini (che aiutano le funzioni intestinali) e altre sostanze tra cui la vitamina E; contribuisce ad abbassare il colesterolo e proteggere dalle malattie cardiovascolari. L’olio di semi di lino va utilizzato sempre a crudo, infatti è molto sensibile, a contatto con la luce e in ambienti caldi irrancidisce; una volta aperto va conservato in frigorifero.
  • L’olio extravergine di oliva oltre a contenere anch’esso vitamina E ed acidi grassi insaturi, contiene vitamina K (potere antiemorragico), minerali tra cui potassio, sodio, ferro e zinco e diversi tipi di caroteni e clorofille che contribuiscono alla classica colorazione dell’olio. Ha la capacità di abbassare il colesterolo totale e di innalzare la quantità di colesterolo HDL (colesterolo buono); diminuisce la possibilità di infarto cardiaco e la pressione arteriosa ed è in grado di ridurre il rischio di diabete 2.
  • L’aceto è utile per conservare e insaporire pietanze e di recente si è scoperto che fa anche bene alla salute se usato con moderazione: infatti l’acido acetico riduce l’assorbimento del glucosio da parte dell’organismo. La tipologia più famosa di aceto è l’aceto di vino ed è prodotto da vino rosso o bianco fatto maturare per almeno 2 anni.
  • L’aceto balsamico è prodotto tramite la fermentazione del mosto d’uva sottoposto a un processo di concentrazione a fuoco diretto, ed è ricchissimo di zuccheri (quindi attenzione a non esagerare!!).
  • L’aceto di mele si usa per insaporire cibi ma anche per favorirne la digeribilità; è un alimento depurativo, fa bene allo stomaco, ripulisce pelle, vie urinarie e sangue.

 

Insomma, la scelta è ampia basta saper scegliere bene e non esagerare!

Biologico

BIOLOGICO…VERITA’ o ESAGERAZIONE?

In questi anni si sta diffondendo sempre più la tendenza a comprare “bio”…ma cosa vuol dire cibo biologico?

Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).

Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.

Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente.

Nelle confezioni alimentari potete trovare questi simboli, o similari, a indicare la presenza di materie a coltivazione biologica:


bio 1

 

 

Quindi comprare frutta, verdura, carne o pesce biologico è un ottima scelta, ma attenzione!

Quando non comprate materie prime ma cibi composti (biscotti, fette biscottate,….)non è solo importante che siano BIO  ma anche che non contengano additivi, zuccheri o grassi! Vi faccio un esempio: se comprate le fette biscottate BIO, vuol dire che il frumento usato è biologico ma ciò non toglie che possano contenere olio di palma dannoso per il nostro organismo o moltissimi zuccheri altrettanto dannosi per la salute.

Questo vuol dire che quando entrate al negozio biologico o al supermercato non guardate solo la scritta BIO ma leggete sempre l’etichetta!

Altro problema è il costo: moltissimi prodotti costano parecchio e se pensiamo a famiglie numerose un’alimentazione puramente biologica inciderebbe a livello economico. La coltivazione biologica purtroppo, proprio perché non fa uso di sostanze chimiche, presenta molte perdite che vanno a gravare sul costo finale; se a questo aggiungiamo che la domanda è ancora bassa ne viene che al consumatore mangiare biologico è oneroso. Sicuramente la richiesta aumenterà sempre più negli anni e questo farà si che il costo finale cali.

Nel frattempo cercate di comprare più biologico che potete, rivolgendovi anche a contadini o allevatori della zona che vi possano garantire il tipo di trattamento adottato ma sempre consapevoli che non dovete fermarvi alle apparenze!

Buona spesa a tutti!

 

 

Curcuma

CURCUMA (2 parte)

COME UTILIZZARE LA CURCUMA

Assumere 2-4g di curcuma al giorno non provoca in genere effetti indesiderati e non sono note controindicazioni. Tuttavia, se assunta in eccesso, può irritare lo stomaco. Occorre sempre considerare la sensibilità individuale.

La curcuma abbinata alle sostanze giuste viene assimilata meglio e potenzia le sue proprietà. Può essere assunta insieme al pepe nero oppure al tè verde per facilitarne l’assorbimento. La stessa funzione della piperina è svolta anche dalla bromelina dell’ananas (un enzima antinfiammatorio presente soprattutto nel gambo). Anche l’abbinamento a qualche grasso facilita l’assimilazione dei suoi principi attivi. I grassi buoni e, in particolare, gli Omega 3 fanno assorbire la curcumina più velocemente. La curcumina è infatti liposolubile, cioè ha bisogno di un grasso per sciogliersi e venire assimilata. Vanno bene l’olio di semi di lino, il salmone, l’avocado, le noci e i semi di chia. Ottimo anche l’olio extravergine d’oliva ricco di grassi buoni. Anche la quercetina potenzia la sua azione. È contenuta nei capperi, nelle mele, nell’uva nera, nella cipolla rossa, in sedano e agrumi.

Bastano 2 cucchiaini da tè di curcuma, aggiunti a zuppe, riso, ragù vegetali, pesce, frullati per fare scorta della giusta dose quotidiana di antiossidanti. Quando si adopera la curcuma in cucina, bisogna sempre stare attenti al calore, perché ne riduce le virtù: è bene non sottoporla a cotture prolungate e ad alte temperature che la impoveriscono, deteriorandone i principi attivi. Da aggiungere solo alla fine della preparazione, stemperandola in poca acqua tiepida. La curcuma è ottima anche per la realizzazione di creme dolci, budini, gelati e nell’impasto di torte, biscotti e dolci da forno.

Il golden milk o latte d’oro alla curcuma è una bevanda realizzata con pochi ma salutari ingredienti che vale la pena di provare per i suoi numerosi benefici. Aggiungendone un pizzico a una tazza di latte vegetale dolcificato con miele e olio di mandorle, è ottimo come antireumatico e disintossicante.

Poiché si utilizza non solo per dare sapore ai piatti, ma anche e soprattutto per sfruttarne i principi attivi, è bene porre attenzione nella scelta della qualità, optando, sia per la versione fresca che per quella in polvere, alla curcuma biologica, garanzia di integrità e qualità della materia prima.

Nella maggior parte dei casi, l’assunzione di curcuma non comporta rischi o effetti collaterali. Tuttavia, bisogna stare molto attenti a non esagerare, onde evitare nausea, acidità gastrica, meteorismo e dissenteria. È sconsigliata nelle persone che stanno facendo terapia farmacologica anticoagulante, nelle donne in gravidanza o durante l’allattamento, in chi ha calcoli biliari e danni alla cistifellea.

Curcuma

CURCUMA

La curcuma appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae e comprende 80 specie tra le quali quella più utilizzata in alimentazione e in fitoterapia è la Curcuma longa. Il sapore è molto volatile mentre il colore si mantiene inalterato nel tempo. Per questo motivo la curcuma è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante, (inci: E 100) di molti alimenti come formaggio, yogurt, mostarda, brodi in scatola e altri prodotti che vengono spesso colorati con derivati della curcuma. Viene utilizzata anche per la tintura delle stoffe, la colorazione della carta, e il make-up delle donne indiane.

Pianta erbacea perenne, che raggiunge un’altezza massima di circa 1m, nasce spontanea in Asia meridionale, dall’India alla Malesia, in regioni a clima tropicale. La curcuma viene chiamata anche “zafferano delle Indie” in merito al suo colore giallo brillante. Grazie a questa vivacità cromatica, la pianta è considerata simbolo di ricchezza, di abbondanza e di buon augurio.

La parte fitoterapica e alimentare è il rizoma che si trova sottoterra, che non è la radice ma il fusto sotterraneo che si è modificato e una volta raccolto, bollito ed essiccato si può trasformare nella famosa polvere gialla arancione chiamata “curcuma in polvere”.

Per le sue proprietà benefiche e curative la curcuma è tradizionalmente impiegata nella medicina tradizionale cinese, in particolare come integratore alimentare per contrastare i processi infiammatori all’interno dell’organismo. La pianta è conosciuta da sempre per l’azione depurativa, stimola la produzione di bile da parte del fegato e favorisce lo svuotamento della colecisti, aumentando l’afflusso di bile nel duodeno e scongiurando la formazione di calcoli biliari. Riconosciuta anche come potente antiossidante in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento e di danneggiamento delle membrane delle cellule che compongono il nostro organismo. A livello topico la curcuma svolge un’azione cicatrizzante. In India infatti viene applicato il rizoma sulla cute per curare ferite, scottature, punture d’insetti e malattie della pelle.

Il principio attivo più importante è la curcumina, che recenti studi hanno dimostrato avere proprietà antitumorali. Questo principio attivo conferisce alla curcuma anche un’azione antinfiammatoria e analgesica, e per questo motivo è impiegata efficacemente nel trattamento di infiammazioni, dolori articolari, artrite e artrosi.

LA SALUTE DELLO STOMACO

Pensiamo al benessere del nostro stomaco solo quando ci manda dei segnali inequivocabili e ripetuti: bruciori, gonfiori, difficoltà digestive. Tuttavia, con qualche accorgimento possiamo mantenerlo in perfetta efficienza, per tutta la vita.

Prima regola è mangiare con calma; se si mangia in fretta si rischia di mangiare di più, perché non si fa in tempo ad avvertire che lo stomaco è sufficientemente pieno. Ogni boccone dovrebbe essere masticato a lungo, in questo modo raggiunge lo stomaco ben sminuzzato e intriso di saliva, la quale avrà già svolto un lavoro importante di predigestione.

Bere poco durante i pasti per non allungare i tempi digestivi; invece bere abbondantemente durante tutta la giornata, fino a mezz’ora prima del pasto.

Attenzione alla combinazione dei cibi: la presenza di verdure crude e cotte favorisce la digestione di ogni altri tipo di alimenti. I lipidi, come olio o burro, rallentano la digestione e l’assorbimento, ma se vengono usati crudi non rendono più difficoltosa la digestione stessa.

Chi soffre di bruciori di stomaco dovrebbe ridurre al massimo l’uso dell’aceto e eventualmente anche quello del vino.

In fase di gastrite acuta rinunciare totalmente alle bevande gassate e zuccherate, ai cibi speziati, caffè, tè e ridurre molto il consumo di carne, salumi, formaggi specie se stagionati o erborinati.

Anche la nostra psiche partecipa ad ogni nostro atto o decisione ed influisce in modo notevole sulla nostra salute. Quando sediamo a tavola dovremmo lasciare rabbie, preoccupazioni e ogni tipo di pensiero negativo fuori dalla porta.

STRESS E CONFLITTI EMOZIONALI

Il miele

IL MIELE

Il miele è un alimento prodotto dalle api e viene prodotto a partire dal nettare e dalla melata. Molti credono che lo zucchero e il miele siano nutrienti allo stesso modo. Eppure, il secondo ha molte virtù che allo zucchero mancano.

Il miele, immagazzinato dalle api nelle cellette dei favi, viene estratto mediante centrifugazione, lasciato decantare in appositi contenitori e riportato in vasetti.

Una delle più importanti funzioni del miele è quella antibatterica e antibiotica: molti tipi di miele contengono notevoli quantità di perossido di idrogeno, cioè di acqua ossigenata, la stessa che si usa di solito per disinfettare le ferite. Le alte temperature a cui viene sottoposto il miele durante la pastorizzazione neutralizzano alcune sostanze benefiche: per ottenere il massimo effetto battericida, l’ideale è il miele grezzo, non trattato. Infatti, riscaldandolo a temperature superiori ai 45°C gli enzimi, le vitamine e le altre sostanze attive vengono danneggiate. Nell’industria del miele è molto diffusa la pastorizzazione che è in grado di liquefare stabilmente il miele ma, a causa delle alte temperature raggiunte, procura un considerevole danno biologico al prodotto.

Per gustare il miele è consigliabile, per chi lo usasse come dolcificante nel latte o in altre bevande, di non aggiungerlo mai quando queste sono bollenti, ma solo e sempre quando sono bevibili, poiché una temperatura troppo alta sottrae al miele gran parte delle sue proprietà. Per beneficiare delle numerose proprietà ma non rimetterci con la salute è meglio consumarlo a colazione.

Esistono molti tipi di miele, differenti per colore, aroma e cristallizzazione; la varietà dei mieli dipende dalla fonte da cui proviene il nettare, dalla zona di produzione e dalle variazioni meteorologiche.

A seconda del tipo di miele cambiano anche le proprietà terapeutiche: il miele di acacia agisce positivamente sull’apparato digerente, il miele di arancio ha proprietà cicatrizzanti, il miele di rosmarino è indicato nelle sufficienze epatiche. Ancora, il miele di erica è ad azione antireumatica, antianemica, il miele di tiglio seda i dolori mestruali, è calmante, diuretico e digestivo, mentre il miele millefiori ha un’azione disintossicante sul fegato.

Il miele si conserva molto bene ma è importante non lasciarlo invecchiare troppo per evitare la perdita di proprietà e caratteristiche organolettiche. La conservazione massima consigliata è di due anni.

Sconsigliato il consumo per bambini sotto i 18 mesi perché può provocare il botulismo infantile.

 

Lo scalogno

LO SCALOGNO

IMPARIAMO A CONOSCERE LO SCALOGNO

Lo scalogno è il bulbo di una pianta erbacea della famiglia delle Liliacee. La sua forma è simile a quella della cipolla, ma di dimensioni inferiori; non a caso in cucina viene utilizzato al posto della cipolla per insaporire i piatti a base di carne, pesce verdure o nelle preparazioni di minestroni e creme.

Lo scalogno contiene: iodio, che promuove le normali funzioni della tiroide; zolfo, necessario alla salute dei capelli, delle unghie e della pelle; zinco, particolarmente importante per la salute della prostata; selenio, una delle sostanze che maggiormente contrastano l’azione dei radicali liberi. Con la cipolla, lo scalogno è una delle principali fonti alimentari di potassio, necessario per il buon funzionamento dell’apparato muscolare e la trasmissione degli impulsi nervosi. Discreto è il contenuto di vitamine A, C e B.

Proprio per questa sua composizione lo scalogno ha molteplici proprietà benefiche, quali:

  • Fa bene alle unghie ed ai capelli: grazie alla presenza di silicio ha un’azione rinforzante su unghie e capelli.
  • Ha azione antiossidante: ha un buon contenuto di composti antiossidanti, oltre alle vitamine contiene quercetina e kaempfero e l’allicina. Questo composto pare sia in grado di intervenire efficacemente su alcuni tipi di tumore come quello al polmone, allo stomaco, al colon ad al seno.
  • Aiuta a regolare il colesterolo totale: l’allicina è in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue con effetti benefici nella prevenzione dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiache coma infarto ed ictus.
  • Abbassa la pressione: potassio e allicina, combinati insieme, hanno effetti benefici sull’ipertensione. Il potassio è un elettrolita con proprietà vasodilatatrici ed è quindi in grado di rilassare le pareti dei vasi sanguigni permettendo un flusso maggiore di sangue. L’allicina invece rilascia ossido nitrico nel corpo che riduce la pressione sanguigna.
  • Aiuta a regolare la glicemia: l’allile di solfuro contenuto in questo vegetale ha proprietà utili a regolare i livelli di zucchero nel sangue.
  • Ha effetti benefici sul cervello: lo scalogno contiene acido folico che è essenziale per il buon funzionamento del cervello e per la salute mentale.

Quindi perché non alternarlo alla cipolla in cucina per poter godere delle sue proprietà?

Ipertensione e alimentazione

IPERTENSIONE e ALIMENTAZIONE

Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia l’ipertensione arteriosa colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. L’ipertensione arteriosa è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna oltre la norma: la massima uguale o superiore ai 140 mmHg/135 e la minima pari o superiore a 90 mmHg/85. Il rischio, quando la pressione si alza oltre i parametri di sicurezza, è di andare incontro a importanti patologie cardiovascolari quali ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco e malattie arteriose periferiche o a insufficienza renale.

Fondamentale, per aiutare il controllo della pressione, oltre alla terapia farmacologica prescritta dal medico curante è l’alimentazione: sana, bilanciata, varia, con un ridotto apporto di sale e di alimenti ricchi di sodio.

L’introito di sodio nella dieta quotidiana non è rappresentato soltanto dal sale da cucina aggiunto alle pietanze, ma proviene soprattutto dai quantitativi nascosti nei prodotti industriali e/o nei cibi artigianali. Ne sono ricchi il pane e i prodotti da forno (biscotti, crackers, grissini, merendine, cornetti e cereali per la prima colazione) e fra questi, i derivati dei cereali rappresentano la fonte maggiore di introito di sodio. Si tratta infatti di alimenti che vengono consumati tutti i giorni e in quantità maggiori rispetto agli insaccati, formaggi, alle conserve di pesce o alle patatine fritte che, in assoluto, contengono il più alto quantitativo di sale ma che non fanno o non dovrebbero far parte della dieta quotidiana. Occorre inoltre fare attenzione anche a tutte le altre sostanze che contengono sodio, celate sotto il nome di glutammato di sodio (principale ingrediente dei dadi da brodo), benzoato di sodio (presente nelle salse, nei condimenti e nelle margarine), citrato di sodio (usato per esaltare il sapore nei dolci, gelatine e in alcune bevande).

Il consiglio è dunque di limitare gli alimenti ricchi di sale nell’alimentazione quotidiana (insaccati massimo una volta a settimana da alternare ai formaggi, anch’essi alimenti ricchi di sale), usare spezie ed aromi, al posto del sale, per insaporire le pietanze, limitare gli alimenti conservati in scatola che molto spesso contengono alte concentrazioni di sodio, limitare il consumo di condimenti ad alto quantitativo di sodio (tra questi i dadi da brodo, ketchup, salsa di soia) ed infine leggere le etichette nutrizionali per preferire i prodotti che indicano in etichetta una quantità di sodio al di sotto dei 120 mg di sodio/100 gr.

 

La cannella

LA CANNELLA

Ciò che conosciamo col nome di cannella può identificare piante diverse della famiglia delle Lauraceae, in particolar modo la Cinnamomum zeylanicum, (nativa dello Sri Lanka, di color nocciola e più costosa) e la Cinnamomum cassia (originaria della Cina dall’aroma più aspro e più economica, spesso addizionata alla prima).

Questa pianta cresce spontanea nei boschi che si affacciano sull’oceano in paesi come Malesia e Filippine. Viene coltivata soprattutto in India, in Giamaica e alle Seichelles. La più nota e pregiata varietà di cannella, la Cinnamomum zeylanicum, si presenta in sottili foglietti color camoscio, lisci e profumati che arrotolati su sé stessi formano quelli che noi chiamiamo bastoncini di cannella.

La cannella è una spezia disponibile sia in forma polverizzata che in piccoli cilindri di corteccia essiccati. I bastoncini di cannella sono da preferire alla polvere laddove la preparazione del piatto lo consente poiché mantengono più a lungo l’aroma. Ad esempio, in creme e salse possono essere immersi nel liquido durante la cottura e tolti alla fine.

Il suo sapore è molto particolare, è infatti piccante e dolce allo stesso tempo.

La cannella è un cibo molto indicato nel periodo invernale, infatti stimola il sistema immunitario e risulta essere un buon rimedio naturale contro raffreddore, influenza, diarrea, flatulenza ed è consigliata a tutte le persone che soffrono molto il freddo perché è riscaldante. È un potente antiossidante naturale, stimola la circolazione sanguigna e contribuisce a combattere il colesterolo. Ha proprietà antibatteriche, antisettiche, stimolanti e digestive.

Secondo recenti studi sembrerebbe utile per chi è affetto da diabete di tipo 2 per la presenza di un particolare polifenolo che avrebbe un’azione simile a quella dell’insulina.

Inoltre, sembra combattere la fame nervosa, è quindi un perfetto elemento per chi segue diete dimagranti.

Per i dolori mestruali, la cannella diventa un toccasana. Questa pianta è utile anche in caso di mal di stomaco, dovuta ad un’indigestione o ad una tensione emotiva. Si consiglia di preparare un infuso di zenzero e cannella, facendo sobbollire l’acqua per almeno 20 minuti con all’interno 3 rondelle di zenzero fresco e un cucchiaino di cannella. Allevia immediatamente le contrazioni muscolari.

Per utilizzarla, se non avete idee, potete semplicemente versarla ogni mattina nel vostro caffè, tè o bevanda vegetale. Ottima da aggiungere nelle torte, su mele cotte o mescolata con della ricotta!

Attenzione infine a non eccedere nelle dosi. Un uso smodato di cannella può provocare allergie, ulcere, irritazione delle mucose dell’intestino e allergie.