Vacanze

VACANZE

Inizia il periodo delle tanto agognate e desiderate vacanze.

Cerchiamo di capire a livello corporeo cosa implicano i cambiamenti alimentari/di vita in questi giorni: l’ormai tanto famoso cortisolo (ormone dello stress) subisce dei cambiamenti positivi e negativi. Da una parte lo stato di relax che si viene a creare è positivo, anche se per alcuni l’abbandono a forti fattori di stress e tante ore lavorative può causare nei primi giorni peggioramenti di sintomi (cefalee, dolori, disturbi gastro-intestinali) e umore. Dall’altro vacanza vuol dire lasciarsi andare del tutto…andare a dormire tardi, fare molte più eccezioni alimentari (aperitivi, gelati…) e quindi creare stress negativo.

Non è detto però che un “abuso” alimentare porti ad un aumento di peso se la condizione di stress che si viveva era molto alta. Rilassarsi vuol dire creare quelle condizioni notturne favorevoli al dimagrimento e se a questo associamo il movimento (che prima non c’era o era molto scarso) bilanciamo gli introiti alimentari eccessivi. Ecco che molti in vacanza non ingrassano o addirittura dimagriscono!

Ricordate che potete approfittare delle vacanze per dare uno slancio al dimagrimento o per iniziarlo ricordandovi di fare sempre un’abbondante colazione, di tenere il gelato (possibilmente quello fresco) come spuntino pomeridiano, di cenare leggeri (anche con sola verdura) e muovendovi tanto!

 

Buone vacanze a tutti!!!!

Stress e corretta alimentazione

stress e corretta alimentazione

Si sente continuamente parlare di stress…..vita stressata….persone stressate…

ma cos’è lo stress e come una corretta alimentazione puo’ aiutare a ridurne i sintomi??

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle cellule surrenali che viene spesso definito “ormone dello stress” perché la sua produzione viene alterata, appunto, in condizioni di stress psico-fisico, perdendo il ritmo circadiano. Ma un’alterazione del cortisolo in circolo si manifesta anche in caso di abitudini alimentari scorrette. Saltare la prima colazione o mangiare molto in un unico pasto giornaliero, favorisce infatti l’aumento della produzione di cortisolo.

Tra i sintomi più comuni in chi ha problemi di cortisolo ci sono: allergie ed intolleranze alimentari e non, non aumento o perdita anormale di peso, senso di affaticamento, glicemia alta, insonnia o sonno molto disturbato, problemi al tratto gastrointestinale, problemi di apprendimento e memoria, desiderio di consumare zuccheri e caffeina, bassa tolleranza al freddo e allo stress, cattiva circolazione, bassa pressione, apatia o depressione, poca energia, dolori alle articolazioni, debolezza muscolare, continuo bisogno di dormire, poca resistenza alle infezioni, temperatura corporea troppo bassa. I cibi consumati sono fondamentali nel guarire da questo problema. Per questo per mantenere sotto controllo i livelli di cortisolo è bene consumare pasti che rispettino determinati orari nell’arco della giornata ( di solito 5) . Quindi si consiglia di iniziare la giornata con una colazione abbondate e di privilegiare l’assunzione di carboidrati complessi come l’avena, i cereali senza zucchero, le farine integrali ed i loro derivati. Fondamentale l’assunzione di cibi alcalini come verdura e frutta. Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro. In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45. CIBI ACIDI: zucchero raffinato, proteine animali, latte e derivati, farina raffinata e suoi sottoprodotti, margarina, antibiotici, alcool, tabacco. CIBI ALCALINI: tutte le verdure, i frutti (il limone ad es. ha un pH acido di 2,2, tuttavia all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalinizzante), alcuni semi come le nocciole, il miele, l’ACQUA. I cereali integrali, ad eccezione del miglio non sono alcalini, tuttavia, servono nell’ alimentazione come le proteine, quindi bisogna solo imparare ad equilibrare le due categorie. L’ideale è avere un’ alimentazione 60% alcalina. Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia alcalina all’ 80% ! Inoltre svolgere attività fisiche importanti (palestra, corsa, ecc…)di prima mattina a digiuno aiuta a stimolare la corretta produzione di cortisolo; anche attività stressanti dal punto di vista lavorativo o famigliare andrebbero svolte al mattino e si dovrebbe lasciare le attività rilassanti come una passeggiata, la lettura di un libro o la visione di un film alla sera. Un artigiano consapevole di queste poche e chiare regole può strutturare la propria offerta per aiutare la clientela che soffre di questi problemi a trovare anche nei prodotti da forno una risposta salutistica capace di integrare con alimenti sani e comunque piacevoli al gusto una dieta equilibrata.

Allarme caldo

ALLARME CALDO!!!!

Il caldo è arrivato!!!!! alcuni saranno felici altri meno, ma per chiunque ecco alcuni consigli per cercare di sopportarlo al meglio:

-bevete tanto, 2.5 L d’acqua per le donne anche3/4 per gli uomini, preferibilmente fuori pasto e poco o niente dopo cena (per non affaticare i reni); non usate bevande zuccherata (tè, succhi…) che in realtà disidratano ancora di più.

-attenzione agli alimenti ricchi di sale come formaggi, affettati, scatolame (tonno), pane e derivati bianchi. Sono quelli che in questo periodo usiamo di più perché pratici ma ci disidratano!

-si alla frutta a colazione, a metà mattina e metà pomeriggio. Si all’anguria, il suo carico glicemico è inferiore a quella della mela…  pranzate con la frutta ma non cenate!

– gli alimenti surgelati in questo periodo ci possono aiutare per mangiare piatti veloci e non calorici come le insalate di pesce (polpo, seppia, …) a cui aggiungere verdure a piacere e spezie.

-continuate a fare sport ma scegliete le ore più fresche (prima di colazione); non è vero che sudare aiuta a dimagrire di più, ci disidrata e perdiamo molti minerali con rischio per la salute.

– se occorre aiutatevi con integratori di potassio e magnesio da diluire e bere al mattino.

-se fate lavori all’aperto usate sempre la crema protettiva e preferite il deumidificatore al condizionatore.

 

Con un po’ di attenzione si può sopportare il caldo senza subirne le conseguenze!!!

 

 

 

 

Vitamina d

VITAMINA D

La vitamina D è nota anche come “Vitamina del Sole” in quanto è per lo più sintetizzata dal nostro organismo attraverso l’assorbimento dei raggi del sole operato dalla pelle. Ecco perché, col drastico cambiamento di vita che l’intera popolazione ha subito nel corso degli anni, vale la pena riscoprire o far conoscere questa vitamina, alleato prezioso del nostro organismo.

È una sostanza essenziale, che si assume appunto attraverso l’esposizione alla luce solare, la dieta e, in determinati casi, anche con l’uso di integratori. La fonte principale di vitamina D è proprio il sole: in generale, per una corretta produzione di vitamina D bisognerebbe esporsi per 15-20 minuti al giorno, per almeno 4 giorni alla settimana, scoprendo braccia, viso e gambe. Nel periodo invernale il momento migliore per esporsi al sole è mezzogiorno, quindi prima di pranzo o dopo concedetevi una passeggiata o una boccata d’aria: ne beneficerà tutto l’organismo. C’è anche da dire che la presenza di inquinanti e polveri sottili nell’atmosfera ostacola il passaggio di raggi ultravioletti e di conseguenza riduce la produzione di questa vitamina.

 

La vitamina D è scarsamente presente negli alimenti: è infatti presente in alcuni pesci grassi come il salmone, sgombro, pesce spada e trota, verdure verdi, fegato, uova , latti e derivati addizionati. L’unica eccezione è data dall’olio di fegato di merluzzo, in cui è presente in elevata quantità.

 

La principale funzione biologica della vitamina D è mantenere normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue e favorisce l’assorbimento del calcio contribuendo a formare e mantenere le ossa forti. Recentemente la ricerca ha suggerito anche che la vitamina D possa fornire una protezione dall’osteoporosi, ipertensione, cancro, diverse malattie autoimmuni e depressione (la vitamina D, infatti, stimola la produzione di serotonina, l’ormone della felicità).

Non sempre ci si rende conto di essere soggetti ad una possibile carenza di vitamina D fino a quando essa non viene diagnosticata (solitamente con un esame del sangue). Tutti dovrebbero comunque cercare di trascorrere più tempo all’aria aperta per favorire il proprio benessere.

La carenza di vitamina D incide in modo negativo sulla calcificazione delle ossa con effetti che vanno dal rachitismo per i bambini alle deformazioni ossee di varia natura e alla osteomalacia, che si presenta quando la struttura ossea esternamente è integra ma all’interno delle ossa si registra un contenuto minerale insufficiente.

La mancanza di Vitamina D rende inoltre i denti più deboli e vulnerabili alle carie.

 

I soggetti maggiormente esposti ad una carenza di vitamina D sono rappresentati da coloro che trascorrono ben poco tempo all’aria aperta durante la vita quotidiana e da chi non assume fonti alimentari di vitamina D. In caso di carenza di vitamina D lo specialista del settore potrebbe prescrivere un cambiamento dello stile di vita o dell’alimentazione abbinato all’eventuale assunzione di un integratore specifico. Le donne in gravidanza e in allattamento, gli anziani e i bambini dovrebbero tenere sotto controllo i propri livelli di vitamina D per evitare carenze.

 

Come prepararsi all'estate

COME PREPARARSI ALL’ESTATE

La maggior parte delle persone, in prossimità dell’estate, si rende conto dei chili di troppo accumulati durante l’inverno, quindi cerca di rimediare provando diete sbagliate e pericolose oppure facendo attività fisiche troppo intense. La formula magica per togliere i chili di troppo e arrivare perfetti alla prova costume purtroppo non esiste!! Solo abbinando una dieta adeguata ad una attività fisica costante e regolare si innesca un meccanismo ormonale che permette al nostro corpo di bruciare il grasso depositato. L’attività fisica più idonea a bruciare grassi è quella aerobica praticata a digiuno, ovvero prima dei pasti o a digestione ultimata (circa 3 ore dopo il pasto), per almeno 30 minuti consecutivi.

Perché sono necessari almeno 30 minuti consecutivi?

Per i primi 20 minuti circa di allenamento sono utilizzate le risorse di glicogeno (ovvero lo zucchero conservato nel muscolo) come carburante energetico. Solo in seguito verranno utilizzati i grassi; ecco perché ha poco senso fare attività della durata inferiore alla fatidica mezz’oretta.

 

Cos’è l’attività aerobica?

L’attività aerobica è un’attività di media o lunga durata che non implica sforzi eccessivi e che richiede ossigenazione continua e regolare per ossidare i grassi depositati. Attività aerobiche sono la camminata veloce, la bicicletta, il nuoto, il jogging, lo sci di fondo e così via.

Secondo le linee guida del Ministero della Salute alle persone adulte sono raccomandate almeno 3 ore a settimana di attività fisica aerobica, ideale 30 minuti al giorno. L’attività fisica non solo aiuta a preservare la massa magra, ma un allenamento fatto come descritto, tonifica, rinforza e dona maggiore resistenza ai muscoli. L’orario migliore per allenarsi è quello del mattino, prima di colazione, quando le scorte di glicogeno sono state in parte consumate dal digiuno notturno ed è più facile mobilizzare i grassi di deposito; è assolutamente da evitare invece l’attività dopo i pasti, quando l’afflusso di sangue ai muscoli viene ostacolato dalla digestione. Per migliorare la velocità e la qualità del dimagrimento, il lavoro aerobico può essere integrato con un’attività anaerobica di potenziamento muscolare. Tutte le attività è opportuno siano precedute da esercizi di riscaldamento e di allungamento muscolare (stretching).

Insomma per dimagrire e prepararsi alla prova costume servono solo forza di volontà e costanza.

Fragole e loro proprietà

FRAGOLE….. loro proprietà

 

fragoleLe fragole sono frutti dal modesto potere calorico ma ricchi di nutrienti; contengono infatti pochi zuccheri, sono ricchi di potassio, calcio e fosforo, magnesio, cloro, zolfo, iodio e bromo. Contengono inoltre tracce di vitamine del gruppo B e di vitamina A, ottime quantità di vitamina C, fibre e acidi organici. Le fragole sono ricche anche di polifenoli, sostanze fortemente antiossidanti, antinfiammatorie e anti radicali liberi e quindi anche antitumorali. Come tutti gli altri frutti contiene anche molta acqua e fibre che aiutano il transito e la motilità intestinale. Utilissime in caso di reumatismi, malattie da raffreddamento, gotta, ipertensione, ritenzione di liquidi, calcoli renali, malattie epatiche, arteriosclerosi.

L’elevato contenuto di vitamina C delle fragole favorisce l’assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi e per i muscoli, come anche per la produzione di collagene (proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite). Questi frutti contengono anche xilitolo, un composto dolce che previene la formazione della placca dentale e uccide i germi responsabili dell’alitosi; mangiare fragole aiuta a migliorare l’umore perché aumentano la serotonina, ormone del buon umore. Questo frutto è utile anche al nostro cervello, e soprattutto alla nostra memoria, e questo grazie al suo contenuto di acido folico che aiuta a prevenire demenza e Alzheimer.

Le fragole sono anche alimenti potenzialmente allergizzanti; questa forma di ipersensibilità (piuttosto diffusa) si manifesta con sintomi cutanei e della mucosa orale, più raramente con febbre da fieno, dermatite, orticaria e problemi respiratori. Per la presenza dei piccoli semini sono sconsigliate in fase di diverticolite. Sono ottime contro le scottature solari se applicate schiacciate e lasciate agire per qualche ora. Molto utili in gravidanza, ma si consiglia di lavarle con cura soprattutto se si è a rischio toxoplasmosi. Un altro consiglio è di accontentarsi di mangiare le fragole durante la stagione della sua maturazione, ossia da fine aprile a fine giugno.

Prepariamo la pelle al sole

PREPARIAMO LA PELLE ALL’ESTATE

Per avere una pelle bella, curata e luminosa, non basta utilizzare creme e detergenti di buona qualità, ma la vera depurazione inizia da dentro. Quindi è importantissimo fare attenzione alla nostra alimentazione se vogliamo apparire riposati e giovani e se vogliamo preparare la cute al sole estivo.

È proprio in questo periodo dell’anno che iniziamo a spogliarci dai vestiti invernali e ad esporci al sole, e proprio per questo motivo preparare la pelle anche con l’aiuto di alcuni alimenti può avvantaggiarci ed evitare spiacevoli scottature.

Ricordiamoci che l’esposizione al sole di una parte del corpo per almeno 20 minuti (ad esempio se andiamo a camminare con le braccia esposte al sole), attiva la vitamina d, che oltre ad aiutare l’apparato scheletrico è una importante alleata del sistema immunitario, quindi è buona abitudine cercare di esporsi al sole primaverile visto che non è ancora aggressivo come quello estivo.

Ma ecco cosa non deve mancare nel nostro piatto per prenderci cura della nostra pelle:

 Gli antiossidanti, che conservano le cellule giovani: si trovano ad esempio nei cavoli, broccoli, pomodori, mele, pere, fragole, melone, albicocche, uva, che è sempre bene consumare crudi;

I bioflavonoidi  che rallentano la degenerazione dei tessuti: li trovi nella soia, nei fagioli, nei cavolini di Bruxelles e nelle olive

L’acqua e le tisane, che idratano i tessuti

Le fibre, che favoriscono il funzionamento dell’intestino e “ripuliscono” l’organismo, evitando l’accumulo di tossine. Le trovi nel pane integrale, nei legumi, nei cereali

Alimenti ricchi di vitamina E, anche questa potente antiossidante che aiuta a combattere i radicali liberi causa dell’invecchiamento cutaneo, la troviamo soprattutto nella frutta secca, in particolare nelle mandorle.

Alimenti ricchi di vitamina A, che aiuta a proteggere la pelle e che è più presente nei vegetali di colore rosso- arancio, ad esempio carote, peperoni, pomodori

Un buon riposo notturno è poi importante per mantenere il naturale potere depurativo del corpo che si attiva durante la fase del sonno.

 

Aprile dolce dormire

APRILE…..DOLCE DORMIRE!!!

Primavera,cambio di stagione……..abbiamo già parlato di quanto sia diffusa in questo periodo è la stanchezza; non solo ci si sente fiacchi, ma si percepisce una sensazione di disagio, di pesantezza nell’affrontare la routine quotidiana, si prova una mancanza di forze che rende tutto difficile.La stanchezza però non deve essere presa sottogamba !Innanzitutto è necessario capire se sia causata da un riposo notturno disturbato, o dalla presenza di anemia (carenza di ferro) o se invece sia una condizione legata ad esempio al cambio di stagione. Nel caso di stanchezza legata a disturbi del sonno, è necessario agire sia nella gestione della cena (prediligere alimenti leggeri quali verdure e secondo piatto ed evitare i carboidrati!) che attraverso prodotti naturali quali melissa, valeriana, passiflora o luppolo che favoriscono il rilassamento serale e di conseguenza il riposo notturno usati sotto forma di tisane o decotti; nel caso invece di stanchezza legata all’anemia si consiglia l’integrazione di ferro attraverso integratori specifici. Questa carenza la si verifica attraverso un esame del sangue ed in particolare osservando emocromo, ferro e ferritina (chiedere suggerimenti al medico curante!). Infine, se la stanchezza è legata al cambio di stagione, ecco  alcuni rimedi naturali che la possono alleviare e  migliorare il proprio benessere psico-fisico, naturalmente il tutto affiancato ad un’alimentazione corretta e magari anche da un’attività fisica prevalentemente aerobica (camminata, bicicletta, corsetta…)!

 

 

  • Ginseng: si tratta del rimedio naturale più famoso per contenere gli effetti della stanchezza; le sue radici migliorano la risposta dell’organismo agli stimoli della vita quotidiana;
  • Acai: il frutto e le bacche di questo alimento permettono di ridurre lo stress, ritrovare l’equilibrio emotivo, aumentare le forze a disposizione per tutto l’arco della giornata;
  • L’olio essenziale di patchouli: ha una valida azione antistress che aiuta ad alleviare il mal di testa e l’ansia, favorendo la capacità di concentrazione.
  • Iperico (o erba di San Giovanni): è una pianta che aiuta a favorire l’equilibrio del tono dell’umore nonché per sostenere fisico e mente; il suo utilizzo è sconsigliato nei bambini, negli adolescenti e in coloro che assumono certi tipi di farmaci (es la pillola anticoncezionale).
  • Zenzero: una semplice tisana a base di zenzero fresco può essere assunta al mattino per contrastare la stanchezza e il senso di affaticamento.

 

Arriva la primavera

arriva la primavera

 

Il cambio di stagione induce svariati effetti fisiologici su di noi, sul nostro stile di vita e sul nostro umore. Stanchezza, depressione, sonnolenza senso di malessere generale. Questi disturbi temporanei rendono un periodo molto atteso, come l’inizio della primavera, uno dei più difficili dell’anno per quanto riguarda il benessere psicofisico.

Il disturbo affettivo stagionale (SAD), così viene definito scientificamente, porta a cambiamenti dell’umore che hanno un andamento ciclico e colpiscono ad ogni inizio autunno e, in percentuale minore, ad ogni inizio primavera. 

Il cambio di stagione è un momento critico per chi già soffre di depressione poiché le sollecitazioni a cui è sottoposto il nostro organismo acutizzano disturbi preesistenti: disturbi del sonno , carenza di energia, aumentato desiderio di comfort-food (carboidrati dolci o salati), ansia e sbalzi d’umore.

Anche se la causa del disturbo affettivo di depressione stagionale non è nota, le ricerche condotte finora suggeriscono che il SAD sia innescato da uno squilibrio del ciclo circadiano (il nostro ormai noto cortisolo): alterazioni di questo ritmo comportano squilibri nel ritmo sonno-veglia con tutte le conseguenze sopracitate.

Oltre a seguire  impostazioni alimentare (alto carico di carboidrati la mattina e nullo la sera) , aiuta moltissimo un protocollo di pulizia dell’intestino con dei probiotici specifici: studi recenti infatti stanno dimostrando come la flora intestinale influisca su molte patologie come forme autoimmuni, diabete, ecc…

L'importanza dell'acqua

L’importanza dell’acqua

Impariamo a gestire l’acqua, a capire la sua importanza per l’organismo

Circa il 60%-70% del nostro corpo dovrebbe essere composto di acqua,  in realtà la maggior parte della popolazione non riesce a raggiungere queste percentuali. Nel nostro organismo dove non c’è acqua c’è grasso, quindi possiamo dire che bere poco fa ingrassare. Imparare quindi a gestire l’acqua nella giornata , oltre a depurarci, può essere anche un grande alleato nella perdita di peso, soprattutto dopo le feste.    

 Ma che acqua scegliere ? E quanta berne?                                                                                                                                                                          

Dobbiamo controllare soprattutto il residuo fisso, che indica la quantità di minerali presenti nell’acqua stessa, e in base all’uso che ne dobbiamo fare scegliere quella più adatta. Per evitare di mettere sotto stress i reni è sempre meglio utilizzare un’acqua nella giornata a residuo fisso minore di 50 mg/l che trovare con la dicitura “minimamente mineralizzate”.                                                                                         Chi fa attività fisica costante e pesante, invece, può optare per acque mediamente mineralizzate ( residuo fisso tra 50 mg/l e 500mg/l) per rintegrare i minerali persi con la sudorazione.                                                                                                                                                                             Quelle invece ricche di minerali (residuo fisso da 500 mg/l a 1500mg/l) sono utilizzate solo in particolari casi e largamente sconsigliate nella quotidianità.                                                                                                                                                                                                                         Rispetto alle quantità da assumere nella giornata,  il calcolo dovrebbe essere fatto sulla base della massa magra della persona, ma in linea generale per la donna ideali sarebbero 2-2.5 L giornalieri, per l’uomo 3-3,5 L.   

Ovviamente l’acqua deve essere naturale e bevuta lontano dai pasti, questo perché bere troppo durante il pasto diluisce il cibo allungando la digestione, e gli ultimi studi rilevano che l’utilizzo di troppa acqua al pasto farebbe aumentare la massa grassa.