Vitamina D e funghi medicinali

VITAMINA D e FUNGHI MEDICINALI

VITAMINA D e FUNGHI MEDICINALI:DUE INTEGRAZIONI A SOSTEGNO DEL NOSTRO SISTEMA IMMUNITARIO


VITAMINA D: perché spesso si ricorre all’integrazione?

La vitamina D è una vitamina liposolubile e in quanto tale è in grado di accumularsi nel nostro organismo a livello del tessuto adiposo e nel fegato. La vitamina D viene spesso collegata alla salute del nostro apparato scheletrico, ma dobbiamo ricordare che questa molecola , gioca un ruolo di primaria importanza anche nel nostro sistema immunitario: nello specifico, entra all’interno dei linfociti B dove si lega a un recettore specifico, (VDR) che la veicola fino al  DNA, inducendo la trasformazione del linfocita prima in plasmacellula e poi in ANTICORPI (immunoglobuline).

PERCHE’ POTREBBE ESSERE NECESSARIA L’INTEGRAZIONE DI VIT. D?
È noto che la vitamina D viene sintetizzata dal nostro stesso organismo in seguito all’esposizione ai raggi solari. Tuttavia sono diversi e numerosi i fattori che potrebbero ostacolare tale processo:

  • MELATONINA : le persone con una pelle più scura e quindi con una maggiore quantità di melanociti hanno una difficoltà maggiore a sintetizzare vitamina D.
  • RAGGI SOLARI: Solo la componente UVb Èin grado di stimolare la formazione della vitamina d a partire dai precursori ( 7- deidrocolesterolo) e la protezione solare ( il cui uso è assolutamente imprescendibile) andrebbe ad ostacolare tale processo.
  • TEMPO DI ESPOSIZIONE: Sebbene le linee guida suggeriscano di esporre arti superiori e viso al sole per 10/15 minuti al giorno, non esiste un tempo e una modalità standardizzata valida per tutti. Secondo recenti studi, inoltre, l’eccessiva esposizione, porterebbe a una retro-sintesi con formazione di due composti inattivi (Lumisterolo e Tachisterolo) che andrebbero a diminuire la sintesi effettiva.
  • STAGIONE E LATITUDINE

Per queste ragioni, spesso, le riserve di Vit D che il nostro organismo produce e conserva nei mesi estivi, risultano spesso insufficienti per coprire il periodo invernale, ed è in questi casi che l’integrazione, se eseguita correttamente, gioca un ruolo cruciale.

 

Micoterapia: la nuova frontiera dell’integrazione

La micoterapia prevede l’utilizzo di funghi medicinali nella prevenzione e nel trattamento di diverse patologie. I funghi sono una categoria eterogenea di organismi viventi e da diverso tempo sono impiegati nella tradizionale medicina cinese (MTC). Tali prodotti sono un’importante fonte nutrizionale di vitamine del gruppo B, vitamina D, polisaccaridi immunomodulanti, minerali e composti antiossidanti. Questo gli è permesso grazie al contenuto di β-glucani, polisaccaridi complessi che sono considerati dei “biological response modifiers (BRM)”  ovvero sostanze in grado di attivare e/o modulare il sistema immunitario. I polisaccaridi sono in grado di legarsi alle cellule immunitarie, regolandone la risposta e stimolando il rilascio di specifici mediatori chimici. Maggiore è la variabilità strutturale di questi composti, maggiore è la funzione di potenziamento del sistema immunitario.   Di seguito descriviamo brevemente i principali micoterapici utilizzati:

Il Cordyceps agisce come agente immunomodulante. Tra le diverse funzioni occorre menzionare la funzione  antireplicativa diretta nei confronti dei virus, dovuta alla presenza di nucleosidi alterati (cordicepina e HEAA, idrossietiladenosine)

Il Reishi viene correntemente prescritto per il sostegno a lungo termine del sistema immunitario. I polisaccaridi contenuti in questo micete promuovono la risposta linfocitaria senza sovrastimolare il sistema immunitario.

Il Maitake contiene una miscela di diversi polisaccaridi in grado di supportare il sistema immunitario. Nello specifico si assiste ad una stimolazione dei  macrofagie a un’inibizione del complesso proteico NF-kB, fattore di trascrizione che gioca un ruolo importante nell’attività immunomodulante dell’organismo, interferendo con la produzione di mediatori pro-infiammatori.

Lo Shiitake contiene uno specifico polisaccaride ad alto peso molecolare in grado di migliorare la funzionalità delle cellule T-helper, il lentinano . Oltre all’attività antitumorale,  tale sostanza conferisce al fungo Shiitake anche effetti immunoregolanti, attività antivirale e proprietà antimicrobiche.