TEMPO DI ASPARAGI
A fine marzo inizia la stagione degli asparagi, germogli di una pianta erbacea che vanno raccolti ancora teneri appena spuntano dal terreno. Se si ritarda la raccolta diventano legnosi. Anche per questo la loro stagione è breve, a maggio-giugno è già finita. Il resto dell’anno si possono comprare surgelati provenienti dall’estero o coltivati in serra.
Poveri di sodio e ricchi di altri sali minerali (calcio, fosforo, magnesio, potassio), gli asparagi vantano anche riconosciute proprietà diuretiche e depurative. L’alta percentuale di potassio, minerale in grado di favorire la fisiologica regolazione dei liquidi corporei, combinata con la scarsa quantità di sodio, determina complessivamente un effetto anticellulite e un’azione di contrasto della ritenzione idrica.
L’apporto nutritivo si completa poi con il buon contenuto di vitamina C, che aiuta a rafforzare il sistema immunitario e protegge i vasi sanguigni (contenuta particolarmente nella varietà verde) e di acido folico (la vitamina B9).
Si possono distinguere 4 categorie di asparagi:
– bianchi (o di Bassano), in quanto coltivati nascosti da fonti di luce,
– verdi, che germogliano all’aperto (da cui il colore della clorofilla),
– violetti, originariamente bianchi ma con le punte che bucano il rifugio sotterraneo esponendosi così al sole per colorarsi,
– selvatici, di forma sottile e colore verde uniforme, che crescono spontanei.
Curiosità: perché dopo aver mangiato gli asparagi, l’urina ha un cattivo odore? Niente da temere, non è un sintomo di problemi di salute bensì solo l’effetto di un particolare amminoacido, l’asparagina, che metabolizzato viene trasformato in solforati che danno il caratteristico odore più forte.




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