SINDROME METABOLICA
IMPARIAMO A CONOSCERE LA SINDROME METABOLICA
Con il termine “sindrome metabolica” non si fa riferimento ad una singola patologia, ma a un insieme di fattori di rischio legati a condizioni al sovrappeso e all’obesità, che aumentano cioè le possibilità di malattie cardiache ed altri problemi di salute come il diabete e l’ictus
La sindrome metabolica viene diagnosticata quando sono presenti tre o più dei seguenti fattori di rischio:
- presenza di grande quantità di tessuto adiposo addominale (sono considerati patologici valori superiori a 94 cm di circonferenza addominale nell’uomo e a 80 cm nella donna);
- obesità (BMI>30)
- bassi livelli di colesterolo HDL, anche conosciuto come “colesterolo buono” (sono considerati livelli a rischio meno di 40 mg/dl nell’uomo e meno di 50 mg/dl nella donna);
- elevati valori di trigliceridi, superiori a 250 mg/dl;
- elevati valori di pressione arteriosa (maggiore di 140 la sistolica o maggiore di 90 la diastolica o entrambe)
- elevati livelli di glicemia (a digiuno superiore a 100 mg/dl).
Anche altri fattori di rischio modificabili, oltre a quelli insiti nella definizione di sindrome metabolica, aumentano la probabilità di patologie cardiache, tra cui ricordiamo:
- un livello elevato di colesterolo LDL (colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità, considerato colesterolo “cattivo”)
- il fumo.
La sindrome metabolica è in continuo aumento a causa dell’incremento dei tassi di obesità tra gli adulti, tanto che in futuro la sindrome potrebbe superare il fumo come principale fattore di rischio per le patologie cardiache.
In generale una persona con sindrome metabolica ha un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete rispetto ad una persona sana.




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