Funghi medicinali

FUNGHI MEDICINALI

Esistono molte specie di funghi e non tutti sono commestibili. Tra tutti i funghi, i più apprezzati sono forse i porcini, carnosi e profumati, molto prelibati sono anche i cardoncelli: il loro cappello largo e carnoso è ottimo arrostito alla piastra. Tra i funghi coltivati ed economici troviamo invece gli champignon: facilmente reperibili tutto l’anno, freschi o surgelati, si prestano a tantissime preparazioni.

I funghi non sono considerati soltanto un ingrediente da utilizzare in cucina. Infatti, si parla sempre più spesso di funghi medicinali. Dovremo attendere per comprendere se a parere della scienza i funghi possono davvero essere considerati ‘miracolosi’. Si parla al momento di prevenzioni di squilibri funzionali dell’organismo e di funghi come coadiuvanti per le nostre funzioni fisiologiche.

Il Reishi, o Ganoderma lucidum, anche conosciuto come fungo dell’immortalità è al momento una delle varietà che sta attirando maggiormente l’attenzione del mondo scientifico e delle cure naturali. Il fungo medicinale Reishi è antiossidante, antinfiammatorio, antibatterico e antivirale, riduce stress, ansia e sensazione di stanchezza, protegge il fegato, regola colesterolo, glicemia e pressione del sangue e diminuisce la reazione dell’organismo di fronte alle allergie. Quest’ultima caratteristica è dovuta al fatto che in questo fungo sono presenti gli acidi ganoderici che limitano la produzione di istamina.

Frutti d'autunno I funghi

FRUTTI D’AUTUNNO: I FUNGHI

I funghi sono organismi ben distinti dai vegetali, tuttavia, sia perché presentano diversi aspetti nutrizionali in comune con gli ortaggi, sia per l’uso che se ne fa nella comune alimentazione, vengono spesso considerati delle verdure. Possono crescere praticamente ovunque, dai boschi ai prati, dal deserto ai terreni rocciosi e, perfino, nei terreni bruciati dagli incendi.

Le proprietà dei funghi possono variare in modo considerevole a seconda della specie. Tuttavia, alcune di esse sono comuni a tutti i funghi. Innanzitutto, i funghi sono poco calorici, ricchi di acqua, e poveri di grassi, il che ne fa un alimento adatto per tutti coloro che sono a dieta. Anche il contenuto di fibra agisce come fattore saziante, risulta utile nel regolare la funzionalità ed il transito intestinali, per cui il fungo può essere di notevole aiuto per chi soffre di disfunzioni a carico dell’intestino.

Per molto tempo si è creduto che i funghi fossero un alimento povero di sostanze nutritive ma gli studi scientifici nel corso degli anni hanno notato che non è così e si sono resi conto, ad esempio, di quanto i funghi siano ricchi di selenio, il cui apporto nutrizionale è considerato importante per rafforzare le difese immunitarie. Sono un’ottima fonte anche di fosforo, potassio e magnesio.

Nei funghi troviamo la vitamina B3 che serve al nostro organismo per contribuire al buon funzionamento del sistema nervoso e a una corretta ossigenazione del sangue. Troviamo, inoltre, la vitamina B2, che è fondamentale per la produzione dei globuli rossi e per il metabolismo.

Alcuni benefici dei funghi possono riguardare anche la capacità di abbassare il colesterolo cattivo LDL e di tenere a bada i livelli di colesterolo nel sangue.

Il periodo migliore per consumarli freschi è l’autunno, anche per la maggiore disponibilità di funghi che crescono spontaneamente. Durante tutto il resto dell’anno, è più facile trovarli surgelati o secchi. I funghi conservano le proprie caratteristiche nutrizionali anche quando sono essiccati; dunque, in mancanza di funghi freschi, quelli secchi andranno benissimo.

Il momento migliore per raccogliere funghi nei boschi è il mattino successivo a una nottata di pioggia; prima di mangiare funghi raccolti da sé è bene farli ispezionare a una ASL territoriale; esistono, infatti, centinaia di specie di funghi e solo una minoranza è commestibile.

 

 

Origano

L’ORIGANO

L’origano non è soltanto una semplice erba aromatica da utilizzare in cucina, ma un vero e proprio medicinale naturale a cui ricorrere per mantenere a lungo la salute e per la prevenzione delle malattie. Contiene fenoli, vitamine e sali minerali, tra cui troviamo ferro, potassio, calcio e manganese, che lo rendono un rimedio ed un integratore naturale efficace.

Questa pianta tipicamente mediterranea era conosciuta e utilizzata già da Egizi e Greci. Per questi ultimi portava con sé un particolare significato di pace e felicità, infatti se ne ornavano gli sposi nel giorno delle nozze.

L’origano favorisce la secrezione dei succhi gastrici ed è digestivo, per cui viene impiegato come decotto e infuso. Le proprietà analgesiche dell’origano lo rendono un rimedio efficace contro i parassiti intestinali. L’origano è un antibiotico naturale, utile a proteggerci dalle malattie respiratorie. Ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antispasmodiche. La sua efficacia contro lo stafilococco lo rende molto utilizzato nell’aromaterapia, soprattutto per la cura delle malattie che interessano le vie respiratorie e che possono colpire i bronchi, i polmoni e la gola.

È un’erba molto utilizzata in cucina per insaporire praticamente qualsiasi cibo, verdure, carni, insalate, formaggi, pesce, sughi e soprattutto sulla pizza. È buono persino nei dolci!

Uno dei modi per approfittare delle proprietà terapeutiche della pianta è quello di preparare un infuso che può essere fatto con le foglie fresche o essiccate. Un cucchiaino o 2 di foglie di origano in acqua bollente è quello che serve per la preparazione.

L’infuso a base di origano, se aggiunto all’acqua del bagno, ha proprietà rilassanti. Allo stesso tempo, se si impiega per il lavaggio dei capelli, li rinforza e dona loro vitalità.

L’olio di origano è sconsigliato a tutte quelle persone che hanno problemi di allergia nei confronti di piante come la menta, il timo ed il basilico. Queste infatti appartengono tutte alla stessa famiglia a cui appartiene anche l’origano.

L’origano può essere facilmente coltivato nell’orto o in vaso. Si presenta come un piccolo arbusto che può arrivare all’altezza di circa 80 centimetri. Fiorisce per tutta l’estate, e i fiori formano delle piccole spighe profumate di colore dal rosa al viola. Un tempo venivano usati per tingere la lana. Se si raccoglie l’origano si consiglia di farlo seccare in luoghi bui e ventilati, ma soprattutto in breve tempo. Gli oli essenziali infatti sono molto volatili e potrebbero così perdere alcune delle loro proprietà.

Il finocchio

Le proprietà del finocchio


Croccante e piacevolmente profumato, il finocchio è forse uno degli ortaggi più presenti sulle tavole dell’area del Mediterraneo.

Il finocchio è composto per la sua quasi totalità da acqua (90% circa), per cui può considerarsi un eccellente diuretico e apporta pochissime calorie.

Il finocchio è amico di tutto l’apparato gastrointestinale. Ha infatti la capacità di evitare la formazione di gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle coliche addominali. Inoltre, possiede proprietà depurative, in particolare a carico del fegato e del sangue.

Il finocchio è una fonte eccellente di vitamine (A, B e C) e di tanti sali minerali. Ha un alto contenuto di potassio, minerale che aiuta ad abbassare la pressione arteriosa, di rame, minerale fondamentale per la formazione delle cellule del sangue e di magnesio, un minerale indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Questo ortaggio ha una buona fonte di antiossidanti, tra cui i flavonoidi rutina e quercetina.

Si può consumare sia cotto (ad esempio al forno con panna vegetale e lievito in scaglie) sia crudo (per saziarci mentre prepariamo la cena). Anche i semi di finocchio sono molto utilizzati: basta preparare un buon infuso per favorire la digestione, o aggiungerli nell’acqua di cottura dei legumi per evitare fermentazioni intestinali.

Tè nero

Tè nero

Tra le tipologie di tè più conosciute troviamo il tè verde, il tè nero e il tè bianco.

Il tè possiede meno effetti collaterali rispetto al caffè, riscalda l’organismo e aiuta a raggiungere la quota di liquidi da assumere quotidianamente.

“Tè nero” è il nome attribuito alle foglie di tè sottoposte a una particolare lavorazione e dalla cui infusione si ottiene una bevanda rosso-scura.
Quello nero è un tè sottoposto a maggior ossidazione rispetto alle varietà verde e bianco.
Tipicamente originario dell’India e dello Sri Lanka, da dove viene esportato un po’ in tutto il mondo, il tè nero ha generalmente un sapore e un aroma più forti e decisi rispetto ai tè meno ossidati. È bene sapere che il tè nero rispetto al tè verde contiene una maggiore quantità di teina, quindi bisogna consumarlo con cautela, soprattutto se verso sera e nei bambini.

Il tè nero è ricco di antiossidanti, tra cui troviamo i flavonoidi, che aiutano il corpo a prevenire l’invecchiamento cellulare, a contrastare l’azione dei radicali liberi e a mantenere in salute il sistema cardio-circolatorio. Gli antiossidanti sono utili anche per la prevenzione dei tumori.

Il tè nero viene utilizzato anche come rimedio naturale, ad esempio come bevanda astringente da assumere in caso di diarrea, con l’aggiunta di succo di limone. Bere una tazza di tè nero può essere utile per contrastare il raffreddore e per migliorare la concentrazione.

Il consumo di tè nero può portare ad una riduzione dell’assorbimento del ferro da parte del nostro organismo. Chi soffre di anemia potrebbe trarre beneficio dall’evitare il consumo di tè nero. In ogni caso, meglio bere il tè nero lontano dai pasti.

Una curiosità in più: in cinese, il tè nero è conosciuto come “tè rosso“, in virtù del colore che assume il liquido dopo l’infusione. Il termine occidentale “tè nero”, invece, si riferisce al colore della materia prima.

Il Rosmarino

IL ROSMARINO

In epoca medievale, il rosmarino veniva utilizzato soprattutto per la costruzione di amuleti magici per scacciare i demoni e costruire pettini contro la calvizie, inoltre lo si usava per allontanare le tarme. Successivamente s’iniziò a bruciarlo per purificare le stanze dei malati di peste e s’iniziò a prendere in considerazione il rosmarino per curare mal di testa e stati d’animo depressivi. Una volta scoperte le proprietà antisettiche del rosmarino, lo si usò per marinare la carne nonché per insaporirla.

Il rosmarino è uno tra i più classici aromi usati nella nostra cucina tradizionale, ottimo per insaporire qualsiasi pietanza, dalle patate, ai legumi. In realtà il rosmarino esercita sull’organismo un’azione stimolante e fortificante. Agisce efficacemente in condizioni di affaticamento fisico e mentale ed è quindi indicato nei periodi di superlavoro o dopo una lunga malattia. Queste sue proprietà ne fanno un rimedio molto adatto anche per bambini e ragazzi. È antisettico, antiparassitario e antibatterico e svolge un’efficace azione preventiva anche in caso di malattie infettive.
La pianta possiede spiccate proprietà digestive, aromatiche e carminative che favoriscono l’espulsione dei gas intestinali. Risulta quindi un efficace rimedio per tutti quei disturbi legati a scompensi digestivi, anche in caso di flatulenza. È indicato inoltre nel reflusso esofageo. Per la sua azione vermifuga, viene utilizzato anche nel trattamento contro gli ascaridi, un tipo di parassiti dell’intestino.

In fitoterapia può essere usato come infuso o decotto ed è utilizzato come depurativo del fegato e come tonico e digestivo. Per questa ragione viene inserito nella composizione di tisane disintossicanti insieme al tarassaco e alla bardana.

L’infuso, unito all’acqua del bagno ha un eccellente effetto stimolante e secondo alcuni avrebbe anche un potere afrodisiaco se mescolato alla menta ed alla salvia.

Per uso esterno, i risciacqui sono efficaci contro il mal di denti, per i dolori reumatici ed il mal di testa. I cataplasmi delle foglie tritate e riscaldate in un olio vegetale sono ottime per le contusioni e le slogature. Usato per risciacquare i capelli, stimola i follicoli piliferi alla ricrescita e previene le calvizie precoce e l’alopecia.

Come prevenire la sindrome metabolica

PREVENIRE LA SINDROME METABOLICA

Trattare uno dei fattori di rischio della sindrome metabolica è già difficile, ma occuparsi di ognuno di essi potrebbe sembrare impossibile; tuttavia un cambiamento drastico dello stile di vita e, in alcuni casi, i farmaci o gli integratori possono migliorare i fattori della sindrome metabolica.

I principali punti su cui impostare la terapia sono:

  • Esercizio fisico: fare movimento regolare, moderato e costante. Si raccomandano 150 minuti di attività a settimana o 30-40 minuti consecutivi al giorno lontano dai pasti.
  • Raggiungere il peso ideale: perdere anche solo dal 5% al 10% del peso corporeo può ridurre i livelli di insulina e la pressione sanguigna.
  • Mangiare sano: limitare i grassi non salutari a favore dell’olio extra vergine di oliva, consumare regolarmente frutta e verdura, almeno 3 volte a settimana pesce, preferire cereali integrali ed evitare i carboidrati raffinati. Evitare gli alimenti conservati, ridurre il consumo di sale e sperimentare spezie e erbe.
  • Smettere di fumare: fumare sigarette aumenta la resistenza all’insulina e peggiora le conseguenze sulla salute della sindrome metabolica. Parlate con il vostro medico se avete bisogno di aiuto per superare quest’abitudine.
  • Programmare regolari visite di controllo, controllare la pressione sanguigna, il colesterolo ed i livelli della glicemia a intervalli regolari. Effettuare ulteriori modifiche dello stile di vita, se i numeri stanno andando nella direzione sbagliata

Si possono prescrivere integratori in modo tale da aiutare il corpo ad abbassare inizialmente i fattori di rischio, ma poi con la perdita di peso e un corretto stile di vita non saranno più necessari!

Prevenire la sindrome metabolica è possibile: uno stile di vita sano è un impegno permanente, controllare con successo la sindrome metabolica richiede quindi uno sforzo a lungo termine ma sentirsi bene e in salute ripaga di tutte le piccole rinunce!

I mirtilli

I MIRTILLI

I MIRTILLI generalmente crescono nelle zone montane, in particolare nei boschi. Come riconoscerli? Sono dei piccoli arbusti, alti circa 60 cm. La loro fioritura avviene in primavera e si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu. Secondo diversi studi scientifici, queste piccole bacche sarebbero dotate di un enorme quantitativo di sostanze antiossidanti, in quanto contengono una serie di vitamine dotate di questa capacità (come la vitamina C) ma soprattutto per la presenza delle antocianine che rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono.

Numerosi studi hanno mostrato che le antocianine presenti nei mirtilli hanno proprietà antitumorali, soprattutto sono utili in fase preventiva anche grazie alla capacità di agire sul sistema immunitario aiutandolo nella sua attività di difesa. Il mirtillo ha ottime proprietà antinfiammatorie, soprattutto se ad essere infiammato è l’intestino. Viene infatti spesso consigliato in caso di diarree o ulcere proprio per la sua capacità di agire anche sull’attività enzimatica dell’intestino sgonfiando, sfiammando e contribuendo alla sua regolare motilità.

I mirtilli vengono spesso consigliati a chi soffre di problemi venosi: gambe gonfie, crampi, varici, emorroidi e altre problematiche circolatorie che si intensificano soprattutto nella stagione calda.

Ricchi di acqua, i mirtilli favoriscono la diuresi e, grazie a tutti i principi attivi in essi contenuti, riescono anche a prevenire cistiti e altre infezioni alle vie urinarie. Il mirtillo rosso, in particolare, si è mostrato capace di impedire l’adesione dei batteri alla parete della vescica, evitandone così la riproduzione.

Il Kefir

IL KEFIR

Il kefir è un latte fermentato, ovvero una bevanda a base di latte, dalla consistenza cremosa simile allo yogurt e dal gusto leggermente acidulo. Questo prodotto è di origine caucasica e la sua diffusione risale a migliaia di anni fa.

Il kefir è un grande alleato della salute: lo dice lo stesso termine armeno da cui deriva, “keif”, che significa “benessere”. Dal sapore acidulo e leggermente frizzante, il “kefir” è una bevanda che si ottiene per tradizione dalla fermentazione del latte (vaccino, di pecora o di capra), ma che si può preparare anche con l’acqua.

Quello di latte si ottiene utilizzando il latte fresco e i fermenti o granuli di kefir, a cui si deve la fermentazione del latte, che sono composti da fermenti vivi e da lieviti probiotici.

Oltre ai probiotici utili all’intestino (nella sua composizione ne sono presenti almeno 40 tipi diversi), il kefir di latte contiene anche vitamine (soprattutto del gruppo B), minerali (calcio, potassio, magnesio e fosforo) e proteine. Il kefir, inoltre, non contiene praticamente lattosio perché viene digerito dai fermenti, dunque può essere consumato anche dalle persone intolleranti a questo zucchero.

Il kefir d’acqua di ottiene aggiungendo i granuli di kefir all’acqua (e non al latte) e viene unito dello zucchero, perché altrimenti i fermenti non potrebbero mantenersi vivi nella sola acqua.

Al posto dell’acqua, per migliorare il gusto, si possono usare infusi e tisane (tè, karkadè, rooibos o succhi di frutta diluiti in acqua al 50%). L’aroma può essere arricchito con l’aggiunta di frutta fresca o secca, spezie e aromi naturali, come foglie di menta, semi di finocchio, cumino, anice, pezzettini di zenzero.

Vitamina B12

Vitamina B12

La vitamina B12 è una vitamina essenziale (che il nostro organismo non è in grado di produrre) e fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione.

È difficile registrare una situazione di carenza di vitamina B12, ma una condizione di questo tipo può presentarsi nei casi di persone che seguono una dieta vegana o quando a livello intestinale non funziona bene il meccanismo di assorbimento. Anche l’assunzione prolungata di alcuni farmaci, come gli antiacidi, può provocare carenze di vitamina B12.

La vitamina B12 è presente in tutti gli alimenti di origine animale. In particolare, la si trova nella carne, nel pesce, nel fegato, nel latte e nelle uova. In natura non esistono piante o vegetali che contengano in modo adeguato alle esigenze dell’uomo la vitamina B12. Per questo chi si alimenta solo con cibi di origine vegetale deve ricorrere all’integrazione.

La vitamina B12, o cobalamina, è coinvolta nel metabolismo delle proteine e nella sintesi del DNA. Ricopre un ruolo fondamentale nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo. Le conseguenze della carenza di vitamina B12 sono disturbi del sistema nervoso e una forma di anemia definita “perniciosa”, derivata da una errata produzione di cellule del sangue. La carenza di vitamina B12 è da evitarsi dalle donne in gravidanza per evitare conseguenze dannose sul nascituro.

Normalmente gli eccessi di vitamina B12 vengono espulsi con le urine. In rari casi si possono però verificare situazioni di sovradosaggio di questa vitamina, con sintomi che vanno dal tremore a gonfiori, da un eccessivo nervosismo a reazioni allergiche ed a battito cardiaco accelerato.