L'importanza dell'acqua

L’importanza dell’acqua

Impariamo a gestire l’acqua, a capire la sua importanza per l’organismo

Circa il 60%-70% del nostro corpo dovrebbe essere composto di acqua,  in realtà la maggior parte della popolazione non riesce a raggiungere queste percentuali. Nel nostro organismo dove non c’è acqua c’è grasso, quindi possiamo dire che bere poco fa ingrassare. Imparare quindi a gestire l’acqua nella giornata , oltre a depurarci, può essere anche un grande alleato nella perdita di peso, soprattutto dopo le feste.    

 Ma che acqua scegliere ? E quanta berne?                                                                                                                                                                          

Dobbiamo controllare soprattutto il residuo fisso, che indica la quantità di minerali presenti nell’acqua stessa, e in base all’uso che ne dobbiamo fare scegliere quella più adatta. Per evitare di mettere sotto stress i reni è sempre meglio utilizzare un’acqua nella giornata a residuo fisso minore di 50 mg/l che trovare con la dicitura “minimamente mineralizzate”.                                                                                         Chi fa attività fisica costante e pesante, invece, può optare per acque mediamente mineralizzate ( residuo fisso tra 50 mg/l e 500mg/l) per rintegrare i minerali persi con la sudorazione.                                                                                                                                                                             Quelle invece ricche di minerali (residuo fisso da 500 mg/l a 1500mg/l) sono utilizzate solo in particolari casi e largamente sconsigliate nella quotidianità.                                                                                                                                                                                                                         Rispetto alle quantità da assumere nella giornata,  il calcolo dovrebbe essere fatto sulla base della massa magra della persona, ma in linea generale per la donna ideali sarebbero 2-2.5 L giornalieri, per l’uomo 3-3,5 L.   

Ovviamente l’acqua deve essere naturale e bevuta lontano dai pasti, questo perché bere troppo durante il pasto diluisce il cibo allungando la digestione, e gli ultimi studi rilevano che l’utilizzo di troppa acqua al pasto farebbe aumentare la massa grassa.

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ALIMENTAZIONE E PATOLOGIE

                                                                  STUDIO BERNARDI ELISA Biologa Nutrizionista

Propone una serata sul tema:

‘ALIMENTAZIONE E PATOLOGIE: QUALE CORRELAZIONE, QUALE RIMEDIO?’

 GIOVEDI 17 MARZO 2016 ore 20.00            Presso  sala ‘CINEMA TURRONI’  via Garibaldi,43   ODERZO

 

 

Dott. ssa ELISA BERNARDI, biologa nutrizionista

“Come lo stile di vita incide sullo sviluppo delle patologie e come prevenirle”

Dott. ssa SARA SALVADORI, naturopata

“Stress ossidativo: Non ci si ammala per un solo Stress! Più stressori invece possono danneggiare la nostra Salute: come difendersi.”

Dott. SIMONE ZOCCARATO, medico veterinario

“La prevenzione in una goccia di sangue, un esame dal vivo”

Come gestire lo stress

Come gestire lo stress…

melaCiao a tutti!

Eccoci qua a parlare di due termini tanto complicati quanto importanti!

Tutto parte dal cortisolo, l’ormone dello stress che per avere un buon ritmo dovrebbe essere prodotto a livelli alti al mattino e bassi la sera. Questo ci permette, mentre dormiamo, di smaltire il grasso in più e recuperare le energie per il giorno dopo.

Per guidarlo nella corretta produzione possiamo usare diverse armi: il cibo, lo sport e lo stress di tutti i giorni. Ecco che la mattina dovremmo fare molta colazione, praticare sport (anche intensi) e svolgere tutte quelle attività che non ci piacciono (riunioni, litigate in famiglia, ecc…); mentre la sera dovremmo ridurre il carico dei carboidrati, fare solo cose rilassanti ed evitare attività fisiche stressanti.

Per quanto riguarda il cibo dobbiamo parlare di CG e PRAL

CG=Carico glicemico. E’ la quantità degli zuccheri all’interno di un alimento moltiplicato per l’IG (indice glicemico), quel valore che spiega come s’innalza la glicemia dopo l’ingestione di un cibo. Questo valore è importante perché ci permette di guidare il cortisolo. Per calcolare il carico zuccherino della mattina si fa riferimento a tabelle appropriate. Sappiate comunque che una buona colazione è data da: 100 gr pane integrale con marmellata, 2 frutti e frutta secca; mentre una buona cena è data da verdure (no patate o legumi) più proteine animali (carne , pesce, uova) o vegetali (tofu, seitan, ….)

Rappresentazione dei principali alimenti acidificanti, neutri ed alcalinizzanti.

PRAL=Carico di acidità dei cibi a livello renale
Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro. In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45.
CIBI ACIDI: zucchero raffinato, proteine animali, latte e derivati, farina raffinata e  suoi sottoprodotti, margarina, antibiotici, alcool, tabacco.
CIBI ALCALINI: tutte le verdure, i frutti (il limone ad es. ha un pH acido di 2,2, tuttavia all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalinizzante), alcuni semi come le nocciole, il miele, l’ACQUA. I cereali integrali, ad eccezione del miglio non sono alcalini, tuttavia, servono nell’ alimentazione come le proteine, quindi bisogna solo imparare ad equilibrare le due categorie.
L’ideale è avere un’ alimentazione 60% alcalina. Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia alcalina all’ 80%!

Tè infusi e decotti

Tè, infusi e decotti

Questo mese parleremo di tè, infusi e decotti, delle loro proprietà benefiche e dei vari modi di preparazione.

Il Tè

I 6 tè principali sono: tè bianco, tè verde, tè nero, tè giallo, tè oolong, il tè Pu’er o tè postfermentato.

L’origine dei diversi tè è la stessa, ovvero una pianta legnosa, la Camellia sinensis, ciò che differenzia i vari tipi di te sono i tipi di foglie e le lavorazioni alle quali vengono sottoposte.

In Oriente il tè fa parte della tradizione ed è un vero e proprio rito, tanto che il tè bianco (il più pregiato) poteva essere bevuto solo dall’Imperatore.

Ma vediamo i 3 tè principali e più usati:

Il tè bianco viene prodotto dalle gemme del tè, e per questo motivo non contiene teina.

Il tè è molto ricco di polifenoli e metilxantine, che esercitano effetti benefici sugli adipociti, la concentrazione risulta maggiore nel tè bianco rispetto al tè verde o al tè nero.

Nel tè verde, invece, le foglie non subiscono ossidazioni e per questo mantengono molte delle loro proprietà benefiche. In questo tipo di tè, inoltre, la teina è legata ai tannini e questo non la rende assimilabile dal nostro organismo. Essendo questo sostanze sensibili al calore, se si porta ad ebollizione l’acqua, i tannini vengono distrutti e la teina disponibile per il nostro organismo. È consigliabile quindi evitare di far bollire l’acqua quando si prepara il tè verde.

Negli ultimi anni si è scoperto il tè verde anche come forte detossificante naturale; visto il suo enorme potere antiossidante, infatti, protegge e aiuta l’organismo nella gestione delle tossine.

Il tè nero, invece, pur essendo il più diffuso, è quello meno salutare in quanto le foglie della Camellia sinensis durante la lavorazione subiscono una serie di processi che le ossidano.

Anche per questo motivo il tè nero è ricco di teina (chiamata anche caffeina)che interferisce negativamente sotto molti punti di vista con il nostro organismo. Inibisce l’assorbimento di importanti sostanze come vitamine, calcio, ferro e creatina, ed è un potente eccitatore.

INFUSI

L’infuso viene preparato con foglie o fiori della pianta, dai quali vengono estratte le loro proprietà benefiche a seconda della droga (la pianta usata) che decidiamo di utilizzare.

Viene molto utilizzato soprattutto per la facilità della preparazione in quanto basta aggiungere la droga all’acqua bollente e far macerare, a seconda della droga usata, dai 5 ai 20 minuti.

Infusi molto usati sono quello alla camomilla, alla mellissa, al finocchio, alla menta, al tarassaco, ecc.

DECOTTI

Il decotto e l’infuso sono di per se molto simili sia nella preparazione che nello scopo per il quale vengono preparati.

La differenza principale sta nel fatto che il decotto è indicato per ottenere sostanze di interesse erboristico o farmaceutico da droghe particolarmente coriacee (cortecce, radici, foglie dure, semi ecc.), mentre l’infuso da droghe più leggere come foglie e fiori.

Nella preparazione di tè, infusi e decotti non è previsto ‘uso di zuccheri o dolcificanti in quanto questi possono andare ad interferire con i principi stessi del prodotto.

L'amaranto

L’amaranto

Appartenendo alla famiglia delle Amarantacee e non a quella delle Graminacee, l’amaranto è da considerare uno pseudocereale, anche se il suo utilizzo in cucina rimanda a quello dei cereali convenzionali (si utilizza ad esempio per le zuppe, crocchette, sformati dolci o salati e barrette energetiche). I suoi piccoli chicchi sono ricchi di proteine e fibre, hanno un sapore gradevole e dolciastro, con sentori di nocciola. L’amaranto è completamente privo di glutine, ed è quindi una valida alternativa per chi soffre di allergie o intolleranze ai cereali convenzionali.

L’amaranto è una buona fonte di proteine e, come la quinoa, contiene maggiori quantità di alcuni aminoacidi rispetto ad altri cereali, in particolare l’aminoacido lisina; risulta quindi un valido alleato per chi decide di seguire un regime alimentare privo o limitato di carne e proteine animali. È una fonte eccellente di calcio, ferro, magnesio, manganese, rame, fosforo e vitamina B6; la quantità di calcio presente in questo pseudocereale supera quella contenuta nel latte vaccino. Inoltre è una ricca fonte di tannini e polifenoli, che possono aiutare nella prevenzione di diverse patologie anche importanti come tumori e malattie cardiovascolari.

Essendo molto ricco di fibre insolubili (cellulosa, emicellulosa, lignina) che aumentano la massa fecale accelerandone il transito intestinale, è utile per chi soffre di problemi intestinali favorendo la regolarizzazione. L’amaranto è un alimento adatto a tutti ma in particolare, grazie al suo valore biologico, ai bambini anche molto piccoli (la sua farina è suggerita come primo alimento proteico), per gli adulti soprattutto nei casi di stress, malattia, convalescenza, ma anche come alternativa ai cereali contenenti glutine e per gli anziani che necessitano di un alimento completo e facile da digerire.

Curiosità sull’amaranto

L’amaranto è stato considerato sacro da molte popolazioni. Gli antichi romani credevano che allontanasse sfortuna e invidia. I greci pensavano che fosse la pianta dell’amicizia e di tutti i sentimenti eterni; era inoltre un alimento base per gli Atzechi e le civiltà pre-colombiane.

Le foglie dell’amaranto sono molto ricche di ferro (più degli spinaci e dei semi) e possono essere cucinate e gustate come contorno con le stesse modalità degli spinaci.

L’amaranto è povero in sodio e non contiene grassi saturi. Molto di più che il frumento, anche di quello integrale, riduce i picchi di insulina che derivano dalla sua assunzione, avendo un carico glicemico più basso grazie alla maggiore presenza proteica e al contenuto più elevato di fibra.

Come cuocere l’amaranto

Come prima cosa va lavato in abbondante acqua corrente, in seguito va bollito in un quantitativo di acqua pari a 3 volte quello dei chicchi per 30/40 minuti. Una volta lessato può essere utilizzato come primo piatto, o per creare polpette e sformati. I grani inoltre possono essere tostati in una padella antiaderente con un filo di olio (scoppietteranno come i pop corn) oppure soffiati e quindi utilizzati come cereali per la prima colazione o per la preparazione di barrette.