IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE (PARTE 3)
CONSERVANTI ALIMENTARI
I conservanti sono sostanze, naturali o di sintesi, che prolungano la vita di un alimento proteggendolo dal deterioramento provocato dai microorganismi.
Il loro utilizzo è molto dibattuto: da un lato sono importantissimi per evitare intossicazioni anche molto gravi (per esempio il tanto temuto botulino o la listeria monogytogenes), dall’altra spesso si tratta di sostanze nocive per l’organismo, e quindi da evitare, o limitare fortemente. Nella società attuale, dove si dedica sempre meno tempo all’alimentazione, è utile trovare nei supermercati cibi già pronti all’uso o cibi a data di scadenza lunga, ma spesso l’industria alimentare utilizza conservanti che sono stati dichiarati pericolosi per la salute. I motivi sono molteplici: reperibilità migliore, costi minori, non alterano i gusti dell’alimento, ecc…
I conservanti, come tutti gli additivi alimentari, vengono contrassegnati dalla lettera E seguita da 3 cifre comprese fra 200 e 297, oppure direttamente con il nome stesso del conservante.
Vediamone un paio:
L’acido sorbico (E200) è un composto organico ampiamente utilizzato come conservante nell’industria alimentare soprattutto le sue proprietà antifungine; degli studi hanno dimostrato che questo additivo perturba i sistemi enzimatici del corpo umano in elevate quantità.
L’acetato di potassio (E261) è un acidificante di origine vegetale o chimica. È spesso usato nelle salse e nei prodotti in scatola; da evitare da parte di tutte le persone che hanno problemi renali.
L’acido fumarico (E297) è un regolatore di acidità sintetico, usato in numerosi cibi senza effetti collaterali nocivi per quanto ne sappiamo oggi.



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