Metalli pesanti parte 2

METALLI PESANTI (Parte 1)

I metalli pesanti sono inquinanti che, sebbene presenti in bassissime concentrazioni, possono comportare una vasta gamma di effetti negativi sull’ambiente e sull’uomo. I metalli possono essere tossici per l’uomo (ad esempio Nichel, il Cadmio ed il Piombo) e spesso cancerogeni (esempio Nichel e Cadmio). Gli effetti sull’ambiente sono in particolare legati alla spiccata tendenza dei metalli ad accumularsi nei tessuti animali e vegetali.
L’accumolo di metalli pesanti nel corpo umano è più frequente di quanto si immagini e causa disfunzioni a carico di vari organi che possono degenerare in malattie e patologie talvolta anche molto gravi.
La patologia più diffusa è sicuramente l’allergia al nichel e al cobalto, in notevole aumento nei paesi industrializzati, ma le forme più subdole di intossicazione sono i danni a carico del sistema endocrino e neurovegetativo. Basti pensare, ad esempio, che sono stati riscontrati un accumulo di alluminio nei pazienti affetti da Alzheimer, una relazione tra il mercurio e l’autismo in età pediatrica, un’attinenza tra l’eccesso di cadmio-piombo e la sclerosi amiotrofica.
Ogni giorno ingeriamo metalli: attraverso i pesticidi utilizzati in agricoltura; mangiando carne proveniente da allevamenti di bestiame sottoposto a vaccini e implementazioni alimentari a base prevalentemente chimica; bevendo l’acqua delle condotte, altamente medicata e a contatto con tubature spesso vecchie che rilasciano microparticelle di metalli; attraverso la contaminazione derivata dalla raffinazione e dal confezionamento dei prodotti alimentari (scatolame, prodotti in bricchi di cartone che all’interno presentano una pellicola di alluminio ecc.); e infine attraverso l’uso indiscriminato dei farmaci. Oltre all’ingestione, siamo costantemente a contatto con fonti che rilasciano nell’aria sostanze nocive e causano intossicazione attraverso l’inalazione: lo smog, il rilascio nell’atmosfera delle scie chimiche, i fissativi di alcuni colori industriali nel tessile, il costante contatto con oggetti in metallo, i prodotti per l’igiene personale e cosmesi contenenti petrolati e parabeni ecc.
Nelle giuste concentrazioni, i metalli sono indispensabili per l’essere umano, ma la caratteristica che li rende pericolosi è la loro tendenza ad accumularsi lentamente e progressivamente nelle ossa, negli organi quali fegato, reni, polmoni, sistema endocrino, nei tessuti connettivi, nel cervello e nel liquido intracellulare. Si assumono per inalazione, contatto e ingestione e vengono eliminati tramite la pelle (sudore), le vie polmonari, l’urina e le feci.
L’accumolo dei metalli pesanti avviene perché il corpo non riesce a detossinarsi autonomamente, a causa di disfunzioni organiche o per sovraesposizione all’allergene oppure l’accumolo avviene per un principio di compensazione e adattamento, che si attua quando i minerali vitali scarseggiano e il corpo li sostituisce con il metallo avente funzione simile, collocandolo nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici.
In questo caso le funzioni vitali e metaboliche procedono, ma gli organi coinvolti non funzionano correttamente e nel tempo alterano le proprie strutture e le funzioni biologiche, fino a degenerare dando origine a svariate patologie. Un esempio è dato dal piombo che sostituisce il calcio nel cervello, il cadmio che sostituisce lo zinco e l’alluminio che sostituisce il magnesio.
Un altro effetto collaterale dell’accumulo di metalli pesanti è la formazione di radicali liberi. Lo stress ossidativo stimola i radicali liberi a colpire le principali componenti cellulari come lipidi, proteine, carboidrati e DNA, diventando responsabili di patologie quali il diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
Il nostro corpo produce normalmente i radicali liberi per combattere le infezioni ed eliminare i batteri, ma la produzione va fuori controllo quando si aggiungono nuovi radicali liberi originati da vari fattori quali l’inquinamento, l’alimentazione, lo stress (che porta il corpo ad aumentarne la produzione) e un eccesso di metalli nell’organismo.
Per fortuna l’attenzione e il monitoraggio riguardo il rischio di far penetrare nell’organismo certi elementi dannosi è cresciuto con il tempo, si sono migliorati i materiali di costruzione (i vecchi tubi a piombo del trasporto dell’acqua sono stati sostituiti con tubature di plastica, per esempio) e l’attenzione e la sensibilità in tal senso sembra crescere, nonostante difficoltà e zone d’ombra permangano.

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