IPERTENSIONE e ALIMENTAZIONE
Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia l’ipertensione arteriosa colpisce in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. L’ipertensione arteriosa è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna oltre la norma: la massima uguale o superiore ai 140 mmHg/135 e la minima pari o superiore a 90 mmHg/85. Il rischio, quando la pressione si alza oltre i parametri di sicurezza, è di andare incontro a importanti patologie cardiovascolari quali ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco e malattie arteriose periferiche o a insufficienza renale.
Fondamentale, per aiutare il controllo della pressione, oltre alla terapia farmacologica prescritta dal medico curante è l’alimentazione: sana, bilanciata, varia, con un ridotto apporto di sale e di alimenti ricchi di sodio.
L’introito di sodio nella dieta quotidiana non è rappresentato soltanto dal sale da cucina aggiunto alle pietanze, ma proviene soprattutto dai quantitativi nascosti nei prodotti industriali e/o nei cibi artigianali. Ne sono ricchi il pane e i prodotti da forno (biscotti, crackers, grissini, merendine, cornetti e cereali per la prima colazione) e fra questi, i derivati dei cereali rappresentano la fonte maggiore di introito di sodio. Si tratta infatti di alimenti che vengono consumati tutti i giorni e in quantità maggiori rispetto agli insaccati, formaggi, alle conserve di pesce o alle patatine fritte che, in assoluto, contengono il più alto quantitativo di sale ma che non fanno o non dovrebbero far parte della dieta quotidiana. Occorre inoltre fare attenzione anche a tutte le altre sostanze che contengono sodio, celate sotto il nome di glutammato di sodio (principale ingrediente dei dadi da brodo), benzoato di sodio (presente nelle salse, nei condimenti e nelle margarine), citrato di sodio (usato per esaltare il sapore nei dolci, gelatine e in alcune bevande).
Il consiglio è dunque di limitare gli alimenti ricchi di sale nell’alimentazione quotidiana (insaccati massimo una volta a settimana da alternare ai formaggi, anch’essi alimenti ricchi di sale), usare spezie ed aromi, al posto del sale, per insaporire le pietanze, limitare gli alimenti conservati in scatola che molto spesso contengono alte concentrazioni di sodio, limitare il consumo di condimenti ad alto quantitativo di sodio (tra questi i dadi da brodo, ketchup, salsa di soia) ed infine leggere le etichette nutrizionali per preferire i prodotti che indicano in etichetta una quantità di sodio al di sotto dei 120 mg di sodio/100 gr.




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